Redazione LiberaVeneto 27 novembre 2017
Fenice di Venezia, di nuovo la protesta dei volantini

Nel giorno dell’inaugurazione della stagione del famoso teatro veneziano, l’azione del Gruppo 25 Aprile, il quale chiede lo stop alle concessioni per i nuovi posti letto e dei palazzi svenduti per pochi soldi

Quando si dice che a Venezia il tempo si è fermato: come tre anni fa, non è cambiato molto per il Gruppo 25 Aprile, il quale ha deciso di provocare nuovamente durante un evento simbolo del capoluogo veneziano, ovvero l’inaugurazione della stagione d’opera e balletto del Teatro La Fenice. E non a caso, è stata scelta la piece Un Ballo in Maschera di Giuseppe Verdi per fare da cornice alla protesta dei volantini. Gli aderenti al gruppo hanno preso posto in teatro come dei normali spettatori e al momento propizio hanno lanciato decine di volantini verdi, bianchi e rossi dalle balconate verso la platea. Lo slogan è stato stampato a caratteri cubitali: Venezia vuole vivere, basta alberghi. Anche durate la Festa della Salute le associazioni che si battono per il ritorno della residenzialità in centro storico hanno dato il via a un corteo per chiedere lo stop alla svendita di palazzi storici veneziani. Certo, acquistare casa a Venezia non è certo facile come investire in Bitcoin, e a questo proposito https://www.mercati24.com/investire-in-bitcoin/ offre dei consigli molto utili per chi voglia intraprendere questa attività in maniera legale e consapevole.

Volantini alla Fenice di Venezia contro una minaccia incombente

Un gesto silenzioso, ma ugualmente eclatante per sottolineare la minaccia incombente su una delle città più belle del mondo. Il numero di posti letto a uso turistico ha superato quello dei residenti: le stime parlano che la soglia degli stessi è scesa sotto i 54mila. I portavoce del Gruppo 25 Aprile riferiscono che anche turisti e visitatori si chiedono come sia possibile mancare di rispetto a se stessi e alla propria storia in maniera così avvilente. I problemi sono tanti: il moto ondoso che sgretola le rive e le fondamenta dei palazzi, l’inquinamento dei motori diesel che certo non fa bene ai polmoni, i mezzi pubblici sempre zeppi di persone, l’abusivismo, il mercato del lavoro caratterizzato dal precariato e la difficoltà di trovare casa proprio in Laguna. Tutti sintomi di un male che deve essere estirpato alla radice prima che diventi incurabile. Per questo, Venezia ha bisogno di una moratoria immediata sulla vendita di beni pubblici e sull’aertura di alberghi ed esercizi legati alla ristorazione.

Venezia, le altre manifestazione del Gruppo 25 Aprile

Le azioni dimostrative non finiscono certo con la protesta dei volantini alla Fenice: ci sarà un incontro pubblico il 20 gennaio 2018 all’Ateneo Veneto intitolato 20 Proposte per Venezia; la manifestazione Mi no vado via prevista per il 2 luglio 2018, il cinema autofinanziato in Campo San Polo il 29 agosto 2018 con Yuppi Du e altre iniziative per sensibilizzare veneziani e non su questo argomento: il “PandAmonio” il 17 febbraio 2018, “Un pesce d’aprile chiamato Sindaco” l’1 aprile 2018, “the Road to Hothell” davanti alla canonica-albergo di Santa Fosca, il 23 settembre 2018, e il corteo contro la svendita di palazzi pubblici il 21 novembre 2018. Oltre a voler ripopolare Venezia, si vuole impedire un futuro alberghiero per isole come Murano e la Giudecca, uniche che si sono salvate dallo spopolamento. La proposta per loro è di escluderle dalla delibera sul blocco dei cambi di destinazione d’uso, la quale può essere interpretata in vari modi, per prevenire l’emigrazione di cittadini e artigiani.

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