Redazione LiberaVeneto 22 giugno 2018
Gioco d'azzardo in Veneto, i provvedimenti da 5,3 milioni

Il Ministero della Salute ha approvato il piano di contrasto della Regione Veneto. Saranno spesi 5,3 milioni di euro per cura e informazione a riguardo del gioco d’azzardo. Aumentano esponenzialmente i giocatori, circa 10 milioni, di cui 1,4 milioni sono giovani dai 15 ai 19 anni

Circa 5,3 milioni di euro saranno spesi per il contrasto al gioco patologico e di cura dei malati di azzardo. È così che il ministero della salute ha approvato il piano di prevenzione e contrasto al gioco patologico e di cura dei malati di azzardo della Regione Veneto. La notizia, giunta proprio attraverso il portale web della regione autonoma è stata diffusa dall’Assessore regionale ai servizi sociali Manuela Lanzarin tramite una comunicazione del ministero e dopo il via libera dell’Osservatorio nazionale per il contrasto della diffusione del gioco d’azzardo e il fenomeno della dipendenza grave. Secondo il piano stilato, la Regione impegna i servizi per le dipendenze e per la cura dei giocatori compulsivi, per la sperimentazione di modelli innovativi di prevenzione e cura destinando risorse al rafforzamento delle reti locali e del mutuo aiuto per un approccio multidisciplinare che coinvolgerà anche il privato sociale. L’assessore ha spiegato come: «Non sono infatti solo i Servizi per le dipendenze a doversi fare carico dei “malati di gioco”, ma è tutta la comunità e l’intera rete dei servizi locali». Attraverso il consenso del Ministero, la prima parte spendibile della quota del Fondo nazionale per il gioco patologico assegnato alla regione è di 4,050 milioni di euro che andrà poi sommata ad una quota regionale di 1,280 milioni del Fondo sanitario regionale. La quota totale (5,3 milioni di euro) sarà utilizzata per molteplici scopi: i due terzi, pari a 3,52 milioni, saranno dedicati ad interventi di cura e riabilitazione. Una parte sarà assegnata per le attività istituzionali (reti tra comuni e tavoli regionali) e per quelle di ricerca, assieme all’Università di Verona. Infine, un quarto dei fondi è destinato alla prevenzione dei ludopati, per diffondere informazione e sensibilizzazione per ciò che concerne anche i locali commerciali, gestori di punti scommessa, baristi e tabaccai nonché interventi più diffusi nelle scuole e nei centri anziani. Per informare chiunque possa venire a contatto con ludopati.

La proposta accolta dalla regione è infatti un modo per combattere la sempre più frequente diffusione di locali di gioco d’azzardo nella stessa territorio. Infatti, nella regione veneta, sono molteplici e sempre più frequenti i locali che offrono divertimenti e svaghi a tale riguardo: dai casinò alle slot machine, finanche al video poker o alle scommesse online. Molto spesso, soprattutto nel basso polesine, si estendono più di un locale di gioco d’azzardo nel raggio di 50 chilometri. Un invito soprattutto per chi involontariamente (o molte volte volontariamente), ha un impulso incontrollato per il gioco d’azzardo, vale a dire la ludopatia. Definito in psicologia come gioco d’azzardo patologico, consiste nella perdita del controllo nei confronti del gioco d’azzardo. Tale disturbo comportamentale è accompagnato da un aumento di frequenza delle giocate, il tempo passato per le giocate e soprattutto la mole di denaro spesa che al di sopra delle proprie possibilità economiche. Un dettaglio, quest’ultimo che, se non gestito, può diventare molto imprudente: il giocatore d’azzardo patologico vede nel gioco d’azzardo un rischio per recuperare le perdite senza ragionare logicamente. Ecco perché, alla lunga, il gioco d’azzardo diventa pericoloso per sé e per gli altri, soprattutto quando si decide d’impegnare a scopo ludico ingenti somme di denaro. Con le ultime statistiche giunte da nuovi studi Espad Italia (European School Survey Project on Alcohol and other Drugs – Italy) e Ipsad (Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs) dell’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa (Ifc – Cnr) a riguardo dell’utilizzo di slot machine, casinò, gioco online e affini in Italia, quasi 100mila persone sono arrivate a chiedere un prestito di denaro illegale e quasi 30mila hanno subito danni economici in prima persona. I giocatori d’azzardo in Italia ammontano a 10 milioni nel 2017, di cui 1,4 milioni sono giovani che vanno dai 15 ai 19 anni d’età.

In generale gli uomini, che ammontano al 51,1%, giocano più delle donne che sfiorano il 34,4%, ma tra gli studenti la percentuale di maschi è quasi doppia rispetto alle coetanee (47,3% contro 26,3%). Tra i giovani giocatori il 10,8% degli studenti tralascia che nel nostro Paese è vietato giocare per i minorenni e si stabilisce che circa 580mila studenti minorenni, pari al 33,6%, abbiano giocato d’azzardo nel corso del 2017. Ogni giocatore d’azzardo, per di più, risulta avere una tendenza ad accedere ad esercizi commerciali con slot machine, casino virtuali e similari: secondo le statistiche tra gli studenti, si calcola quasi il 33,4%, spiega di poter arrivare a luoghi di gioco, salette e giochi d’azzardo, in poco meno di 5 minuti, a due passi dal proprio istituto scolastico, il 28,4% risulta aver accesso anche in poco più di 10 minuti. In alternativa, in molti optano anche per giochi e scommesse online: nel 2017, circa 1,4 milioni di italiani hanno sperimentato il gioco d’azzardo online, nella maggior parte dei casi utilizzando lo smartphone. Tra i giochi, quello più diffuso resta il Gratta e Vinci: la percentuale di giocatori che lo scelgono sale dal 60,1%, risalente al 2010, fino al 74% nello scorso anno. Seguono Lotto e Super Enalotto, nonostante sia calato nello stesso periodo dal 72,7% al 50,5%. Al terzo posto le scommesse sportive, dal 18,3% del 2010 al 28% del 2017. Proprio le scommesse sportive sono al primo posto per ciò che concerne il gioco d’azzardo patologico: tra gli adulti con profilo problematico, il gioco più diffuso sono le scommesse sportive (72,8%), segue il Gratta e vinci (67,5%) e il Superenalotto all’ultimo posto del podio con 43,6%.