Redazione LiberaVeneto 23 ottobre 2017
Monza, morta 14enne investita da una compagna di scuola: agonia di 4 giorni

Morta la 14enne investita sulle strisce pedonali nei giorni scorsi da una 19enne a bordo di un Opela Agila. I medici hanno staccato la spina che teneva in vita la ragazza, e non ce l’ha fatta. Ora la 19enne dovrà combattere alle accuse di omicidio stradale, omissione di soccorso e lesioni personali gravissime

È morta dopo 4 giorni di agonia la 14enne monzese investita sulle strisce pedonali a Vimercate, nella zona di Monza-Brianza da una compagna di scuola 19enne. Attorno alle 17;45 di ieri 16 ottobre, i medici dell’Ospedale Niguarda di Milano hanno staccato le spine delle macchine che tenevano in vita Stacey, la minorenne investita. La conferma arriva a Tgcom24 dal presidente Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada onlus (AIFVS onlus) che spiega: «I medici hanno staccato la spina e la giovane è deceduta». Tuttavia, la situazione sembrava esser grave fin dall’inizio: trauma cranico che rimaneva gravissimo anche post operazione chirurgica ed è rimasta in rianimazione fino al decesso. Anche il sindaco Francesco Sartini, che ha visitato l’adolescente, ha spiegato: «Serviva un miracolo». L’intera comunità è rimasta fino all’ultimo assieme alla famiglia di origini nigeriane, genitori e due fratelli, pregando purché si salvasse, sconcertata anche dalle modalità dell’incidente a causa della guida di una sua quasi coetanea.

19enne fuggita perché «presa dal panico»
La giovane era stata investita da una Opel Agila guidata da una 19enne di Brugherio che, dopo averla investita, ha trascinato per 15 metri la vittima. Poco dopo l’incidente, la 19enne si è rifugiata a scuola (la stessa di Stacey) e, stravolta, è riuscita a raccontare tutto a un’amica e a un’insegnante. A scuola, poco dopo, sono giunti anche i vigili che, secondo le testimonianze, sono risaliti all’auto con il parabrezza rotto. La ragazza ha poi raccontato d’esser fuggita perché «presa dal panico». Alcuni testimoni, però, hanno riferito alle forze dell’ordine di aver visto la 19enne aggirarsi vicino a Stacey prima di rimettersi nell’Opel Agila dal parabrezza distrutto, con il cellulare in mano. Tuttavia, la ragazza dovrà affrontare alcune accuse: oltre a quelle di omicidio stradale, ora si aggiungono anche omissione di soccorso e lesioni gravissime personali.

Tra due famiglie stravolte dalla vicenda, ci saranno anche diversi percorsi legali e esiti che riempiranno le aule di tribunale e creare ulteriore dolore. «L’omicidio stradale è una legge giusta. È una conquista, ma da sola non basta. Per ottenere risultati significativi e salvare vite occorre partire dai ragazzi, dall’educazione nelle scuole. Abbiamo chiesto al governo di inserire questa materia nel curriculum formativo», ha concluso Domenico Musicco. Ora la comunità si stringe silenziosamente al dolore. Il sindaco lascia il suo cordoglio su un post di Facebook: «Momenti che non vorremmo mai vivere. Restano il silenzio, lo sgomento, le domande, e il dolore. L’abbraccio e l’affetto per la famiglia di Stacey si fa ancora più forte».

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