Redazione LiberaVeneto 28 ottobre 2017
Referendum Veneto e Lombardia, vince il sì: le Regioni diventeranno autonome

Superato il quorum in Veneto, affluenze basse in Lombardia ma vince il sì. Veneto e Lombardia diventeranno regioni autonome. Roberto Maroni: «24-25 miliardi di euro in più per fare ciò che non possiamo fare». Zaia: «Chiediamo tutte le 23 materie e i nove decimi delle tasse»

Hanno votato SI i cittadini di Lombardia e Veneto che, durante la giornata del 22 ottobre, si sono recati alle urne per il Referendum convocato dai presidenti delle due regioni, rispettivamente Roberto Maroni e Luca Zaia, per rendere Veneto e Lombardia regioni autonome. In Veneto, dove il quorum ha raggiunto il 50%+1 già alle 19, i cittadini hanno accolto la proposta con il 98,1%. Mentre, in Lombardia, dove si è testato lo scrutinio elettronico, il quorum è stato notevolmente più basso, con un dato provvisorio del 38,6%, ma giungendo al 95,64% Sì contro il 3,61% dei No. Roberto Maroni ha spiegato: «Punto ad avere 24-25 miliardi di euro in più che mi consentirebbero di fare ciò che in questo momento non possiamo fare».

Poi aggiunge: «Andato tutto perfettamente, abbiamo avuto un problema con 300 chiavette su 24mila tablet», il motivo per cui la conferenza stampa è stata rimandata di qualche ora e in cui non si conosceva ancora l’affluenza esatta. A gioire del risultato è stato il presidente della regione Veneto, Luca Zaia: «Vincono i veneti, il senso civico dei veneti del ‘paroni a casa nostra’. Nell’alveo della Costituzione si possono fare le riforme», aggiungendo come «incontreremo il presidente del Consiglio quando avremo la delibera con il nostro disegno negoziale, perché siamo abituati a essere pratici e concreti».

Cosa comporta il risultato del Referendum
Luca Zaia, ha continuato: «Noi chiediamo tutte le 23 materie, lo dico subito, e i nove decimi delle tasse», spiegando inoltre che la Giunta veneta ha già preparato la delibera-quadro, per avviare, una volta ottenuta l’approvazione dell’assemblea veneta, la trattativa con lo Stato. «Diventerà il nostro contratto che proporremo al Governo. Io credo che a Roma si rendano conto di quello che sta avvenendo», ha dichiarato il Governatore. Con il passaggio del Referendum, l’autonomia intesa nel Referendum si baserà solo sugli articoli 116 e 117 della Costituzione. In quest’ultimo si fissano le materie concorrenti e le tre esclusive dello Stato in cui le regioni possono chiedere autonomia. Si parla di coordinamento di finanze pubbliche e tributarie, lavoro, energia e infrastrutture oltre che protezione civile, giustizia e norme processuali.

In più, autonomamente, le regioni potranno gestire le norme sull’istruzione, tutela dell’ambiente e dei beni culturali. Ma ciò che riguarda il fisco, la difesa, la sicurezza, l’immigrazione e la previdenza sociale, saranno trattate dallo Stato. Le regioni, dunque, tratteranno solo il trasferimento di maggiori competenze allo Stato, ma con più fondi in virtù di versamenti minori in tasse. Tuttavia, il tutto verrà concordato tramite una legge che dovrà essere ratificata dal Parlamento con la maggioranza nei prossimi mesi.

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